MANOVRA: OSNATO (FDI), DA’ RISPOSTE IMPORTANTI, ANCHE SU PENSIONI

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“Dobbiamo essere consapevoli che, rispetto al contesto molto difficile, siamo riusciti a fare una Finanziaria che anche dal punto di vista delle pensioni riesce a dare delle risposte di carattere sociale importanti e riesce a contemplare l’esigenza di dare stabilità ai conti pubblici”. Lo ha detto il presidente della Commissione Finanze della Camera Marco Osnato (FdI) a ‘Giù la maschera’ su Radio 1 Rai. ”Abbiamo puntato molto sul tema del mantenimento del potere di acquisto”, ha spiegato Marco Osnato. Il presidente della Commissione Finanze ha ricordato che nella bozza della legge di bilancio c’è una novità che riguarda le pensioni di importo elevato in materia di indicizzazione dei trattamenti pensionistici. ”Le pensioni fino a quattro volte il minimo, ovvero pensioni che si aggirano sui 2300 euro mensili, hanno la rivalutazione dell’indice al 100%. Sembra una cosa normale, dovuta, ma non era sempre così negli ultimi governi. E facciamo una rivalutazione gradualmente molto bassa per pensioni oltre 10 volte il minimo. Riteniamo che l’inflazione abbia ridotto molto il potere di acquisto”. Osnato ha spiegato che si sta risolvendo anche la vicenda delle pensioni dei medici che nella prima stesura hanno ”una situazione più difficile, soprattutto quelli che hanno cominciato a lavorare dal 1980. Questa situazione deriva da una norma nata quando le casse di previdenza erano divise, e che dava un bonus in più ai medici. Questo aveva un riverbero anche sulle pensioni. Oggi, che si cerca di stare in un’equità rispetto a tutti i comparti lavorativi, sicuramente ci sarebbe stata per questa categoria una penalizzazione che li avrebbe potuti portare a scegliere di andare in pensione. Sappiamo che oggi è difficile il reclutamento di medici e operatori sanitari e quindi si cercherà di dare una risposta a queste realtà”. Quanto al futuro e alla sostenibilità del sistema pensionistico, il deputato ha spiegato che ”dobbiamo riuscire a contemplare l’esigenza di tenere in ordine i conti pubblici con le esigenze previdenziali. Sicuramente il primo tema è a lunga scadenza, che è quello di pensare a una maggiore natalità e a una maggiore capacità lavorativa degli italiani. In secondo luogo, il cuneo fiscale serve a evitare che le persone del ceto medio finiscano in un ceto di povertà. Abbiamo fatto un taglio del cuneo fiscale, abbiamo ampliato l’aliquota del 23% fino a 35mila euro, con cui pensiamo di dare più tranquillità alle famiglie. Poi speriamo di non pagare centinaia di miliardi di interessi passivi in più, speriamo di far decrescere il debito pubblico e speriamo che la produttività italiana riparta. Ma oggi siamo sicuri di recuperare molto anche dall’evasione”.