“CHI HA SUGGERITO A BONO DI UTILIZZARE SERGIO RAMELLI PER ETICHETTARE LA VIOLENZA DI DESTRA?”

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Ieri sera, al Forum di Assago, il leader degli U2 – Bono – oramai completamente sopraffatto da eccessi ieratici, ha impartito ai sorpresi spettatori una lezione di morale politically correct su tutti i temi più sensibili dell’attualità politica italiana.

Non contento di aver chiesto ai suoi fans una modica cifra che partiva dai 75€ fino a oltre 500€ per ascoltare la sua melodica voce, il cantante irlandese ha tenuto a evidenziare come sia moralmente necessario prodigarsi nell’accoglienza degli immigrati, forse non rendendosi conto di non essere nel salotto della sua lussuosa residenza a Dublino ma a Milano, la città europea che maggiormente ha subito la piaga dell’immigrazione incontrollata.

Nell’enfasi didascalica Bono ha cantato mostrando un video in cui si susseguivano immagini di tragedie e violenze principalmente riferite all’epoca nazista e ai bombardamenti della II guerra mondiale seguite da un pout pourrì di fotografie di Chaplin nella famosa interpretazione di Hitler, di Putin sempre minaccioso e di una caricatura di Trump e, con grande stupore, i presenti più accorti hanno riconosciuto l’immagine di Sergio Ramelli, il giovane milanese ucciso negli anni ’70 dagli studenti di Autonomia Operaia, accoppiata a quella di un corteo paranazista.

Vorremo tranquillizare il grande artista sul fatto che anche in Italia non difettiamo, da sempre, di grandi maestri di morale in servizio permanente effettivo e non crediamo ce ne servano di nuovi, soprattutto quando confondono anche i carnefici con le vittime….la morte di Ramelli è stata una tragedia che lentamente e con difficoltà ha trovato giustizia nei tribunali e nella politica milanese, Bono lo lasci stare e magari se ha a cuore le buone battaglie torni a occuparsi della bellissima Irlanda come faceva ai tempi in cui cantava Sunday bloody Sunday!